Cos’è il pumo salentino?

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Le tradizioni della Puglia e del Salento in particolare sono, da diversi anni a questa parte, al centro dell’attenzione come mai prima. Parliamo infatti di una terra dove natura e cultura si fondono dando vita a un’atmosfera magica che non ha eguali. Non a caso, tantissime persone scelgono i luoghi sopra citati per le proprie vacanze. Chi è stato almeno una volta in Salento non può non aver sentito parlare del pumo. Di cosa si tratta? Vediamo, nelle prossime righe, qualche informazione in merito a questo portafortuna speciale.

Pumo salentino: significato e storia

Per comprendere meglio tutto quello che ruota attorno al pumo salentino è utile, come in tanti altri casi, andare a fondo delle parole. Il termine “pumo” deriva dal latino pomum, che significa frutto. La radice fa subito capire a chi ha qualche nozione di mitologia classica il legame con il culto della dea Pomona, antica dea dei frutti che, ai tempi remoti, veniva venerata presso un luogo speciale a lei dedicato, ossia il Pomonal, situato sulla via Ostiense.

Dalla forma che ricorda quella delle foglie che circondano un bocciolo – in particolare di acanto – il pumo salentino è, non a caso, considerato da sempre un simbolo di ricchezza e prosperità.

Non a caso, nelle vecchie case pugliesi era sempre presente come simbolo di buon augurio per la famiglia. Lo si poteva trovare sia negli ambienti interni, sia in quelli esterni, nello specifico sui corrimano delle scale e come pomello per la ringhiera del balcone.

La tradizione artigianale

Il legame con la mitologia è senza dubbio un motivo di fascino quando si parla del pumo. Bene: c’è molto di più. Questo oggetto speciale – che oggi si può comodamente portare a casa e regalare come dimostra il successo del pumo salentino portafortuna su pidipumo.it – è infatti protagonista di una tradizione artigianale. Scoprirla vuol dire, per forza di cose, chiamare in causa le ceramiche di Grottaglie. Non parliamo di un centro urbano a caso, ma di uno dei 28 distretti che, in Italia, hanno visto il risultato della produzione di ceramica artigianale guadagnare il marchio DOC.

Nel corso degli anni, sia da parte degli artisti di Grottaglie sia da parte di altri produttori, il pumo è stato interessato da rivisitazione. Se la versione base si contraddistingue, come già detto, per le foglie dell’acanto che abbracciano il bocciolo e per l’utilizzo, come materiale, dello smalto, in commercio esistono diverse altre alternative.

In questo novero spiccano i pumi con superfici non lisce, le quali ricordano, al primo sguardo, una piccola pigna.

Curiosità sul pumo

Non c’è che dire: la Puglia in generale – e il Salento in particolare – sono terre ricche di tradizioni speciali che, dopo secoli, resistono e lasciano senza fiato chi è alla ricerca di vacanze all’insegna della bellezza, ma anche della sostanza.

Il pumo è un esempio di come questa ricchezza sia davvero sorprendente. Quanti sapevano, per esempio, che è meglio non comprarlo? Se si ha intenzione che i suoi poteri benaugurali diano il massimo, è infatti necessario farselo regalare. In virtù di quanto appena specificato, il pumo viene spesso scelto in Puglia come bomboniera per matrimoni e battesimi.

Guardando invece alle curiosità del passato, non si può non ricordare che, in tempi antichi, il numero delle foglie che circondavano il bocciolo di acanto denotava la ricchezza della famiglia che aveva acquistato il portafortuna. Nei secoli, il significato di questo dettaglio è cambiato molto: il numero di foglie ha iniziato a essere legato alla quantità di buona sorte che la persona o la famiglia intendeva attrarre.

Da non dimenticare è infine che, tra i tanti significati dell’acanto, c’era anche l’immagine della verginità. Concludiamo rammentando che il suddetto frutto veniva utilizzato anche per decorare le vesti di persone con una vita all’insegna del potere e della ricchezza.